Una spianata di fronte al vuoto, la brezza che increspa l’acqua, il
danzatore, dimentico di sé, rivela una memoria di gesti compiuti, di
influenze subite durante la sua esistenza portandole a nuova vita. Il corpo
soggiace al richiamo della terra : fremente di vita. Il moto dell’essere.
L’innocenza del silenzio. Una pausa senza principio né fine.
Coreografia Paola Daniele (Compagnia Noctu)
Musica Paul Kalkbrenner