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	<title>MUBLOG</title>
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	<description>the official blog of muvideo</description>
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		<title>L&#8217;occhio dello scorfano</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 07:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli anni 60 mio nonno aveva una piccola casa discografica, produceva cantanti romani soprattutto stornelli e canzoni popolari. Si inventò nel 1963 il premio “Lo scorfano d’oro” nome preso dal ristornate che prestava i suoi locali per le esibizioni ( lo scorfano) Ogni partecipante versava un contributo al festival con la promessa di incidere un&#8230; <a class="continue_reading" href="http://www.muvideo.biz/news/2011/07/07/locchio-dello-scorfano/">Continue reading &#187;</a>]]></description>
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<p><a href="http://www.muvideo.biz/news/wp-content/uploads/2011/07/scorfano.jpg" rel="lightbox[420]" title="scorfano"><img class="alignnone size-medium wp-image-422" title="scorfano" src="http://www.muvideo.biz/news/wp-content/uploads/2011/07/scorfano-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a></p>
<p>Negli anni 60 mio nonno aveva una piccola casa discografica, produceva cantanti romani soprattutto stornelli e canzoni popolari.</p>
<p>Si inventò nel 1963 il premio “Lo scorfano d’oro” nome preso dal ristornate che prestava i suoi locali per le esibizioni ( lo scorfano)</p>
<p>Ogni partecipante versava un contributo al festival con la promessa di incidere un 45 giri (due canzoni).</p>
<p>Mio nonno, che orami aveva lasciato il mondo discografico, mi diceva che grazie allo sponsor ( il ristorante lo Scorfano) e alle quote di iscrizioni il disco era più che pagato, avanzavano soldi per la casa discografica e in più il proprietario dello scorfano era felice offrire una bella cena di pesce a gli organizzatori dello “scorfano d’oro” perche felice dell’incasso che i parenti e amici delle band avevano portato a cena.</p>
<p>Insomma, nonno  aveva trovato un business, chi si iscriveva al premio una vetrina e chi vinceva il premio un’incisione discografica e una targa ricordo ( lo scorfano d’oro appunto)</p>
<p>Questo ricordo legato a mio nonno mi ha dato un occhio disilluso nel riguardi dei premi.</p>
<p>Con questo occhio da “scorfano” scrivo questo articolo.</p>
<p>Il premio scenario , con la generazione scenario si propone (cito  il regolamento sul sito)</p>
<p><strong>“I 2 progetti premiati e i 2 progetti segnalati costituiranno la Generazione Scenario</strong></p>
<p><strong>2011.</strong></p>
<p><strong>Sarà impegno dell’Associazione Scenario e dei singoli associati garantire il sostegno</strong></p>
<p><strong>e la promozione dei progetti nei seguenti modi:</strong></p>
<p><strong>- favorendo la partecipazione alla finale di organizzatori, critici, direttori di festival</strong></p>
<p><strong>anche stranieri;</strong></p>
<p><strong>- accompagnando i 4 progetti fino alla realizzazione dello spettacolo compiuto,</strong></p>
<p><strong>attraverso un lavoro di discreto “tutoraggio”;</strong></p>
<p><strong>- realizzando nei mesi successivi (fra ottobre 2011 e gennaio 2012) in una piazza</strong></p>
<p><strong>significativa d’Italia, il debutto dei 4 spettacoli nati dai suddetti progetti;</strong></p>
<p><strong>- offrendo alle compagnie incontri formativi sul piano organizzativo e gestionale</strong></p>
<p><strong>in vista del loro accesso al sistema distributivo;</strong></p>
<p><strong>- dando disponibilità a ospitare gli spettacoli compiuti, in relazione alle linee di</strong></p>
<p><strong>programmazione dei rispettivi teatri..”</strong></p>
<p>Queste sono le condizioni economiche del premio scenario.</p>
<p>-Se vuoi partecipare al premio scenario paghi 70 euro per la quota di iscrizione</p>
<p>-Se vinci il premio scenario entrano nella tasca della compagnia 8000 euro</p>
<p>-Se vinci il premio ustica  5000 euro</p>
<p>-Se sei segnalato  1000 euro</p>
<p> Per arrivare alla finale a  Santarcangelo di Romagna di solito investi un budget  ( che varia a seconda del numero di componenti della compagnia e alle spese di produzione dello spettacolo) perché naturalmente le spese (viaggio, vitto e alloggio) per tutte le selezioni  sono a tuo carico.</p>
<p>Poi la fondazione scenario organizza  le tappe scenario per presentare gli elaborati sotto forma di studio e la famosa  serata “generazione scenario”  dove gli elaborati vengono presentati in anteprima in maniera completa e poi parte una  turneè .</p>
<p>http://www.associazionescenario.it/tournees.html</p>
<p>E qui gli 8000 ( 5000 per Ustica)  che si vincono  rientrano in circolo per finanziare la compagnia per questi appuntamenti, un po’ più sfortunati  sono i segnalati che il premio (1000 euro) l’hanno gia speso per reintegrare i costi delle tre selezioni.</p>
<p>La maggior parte delle tappe scenario sono vetrine,  raramente c’è un ingaggio.</p>
<p>le tappe sono una possibilità per le compagnie, per  farsi vedere.</p>
<p>Naturalmente più ti fai vedere più hai possibilità di crearti contatti e poi  se ti presenti dicendo siamo i vincitori ( o i segnalati ) del premio scenario,  è un buon biglietto da visita.</p>
<p>A conti fatti  una compagnia che vince il premio scenario guadagna “TOT“ in visibilità e sperde “tot” in denaro.</p>
<p>Potrei  essere più indagatore  lo ammetto, ma a cosa servirebbe sapere quanti inscritti hanno pagato 70 euro, e che percentuale è andata all’organizzazione  del premio scenario e quanto alle compagnie.</p>
<p>Sono portato a essere in  buona fede( a tratti furibondo lo ammetto),  penso sempre che tutti  in qualche modo fanno  del proprio meglio per vivere, e in questo caso, per far vivere la cultura.</p>
<p>Penso che le persone sognatrici vadano tutelate, come si tutelano?</p>
<p>Bhe,  innanzitutto offrendo all’artista, alle compagnie o ai performer, pari trattamenti.</p>
<p>Nnon si può organizzare un festival o qualsiasi evento culturale e  “chiedere” a tutti i partecipanti  ( o a qualcuno) di venire gratis o  semi gratis  </p>
<p>Lo so è difficile, ma se alla fine gli organizzatori hanno in tasca qualcosa ( per contributi, finanziamenti sponsor, ingressi, quota di iscrizione etc) e la compagnia ha un debito… c’è qualcosa che non va, anche se c’è la buona fede di fare cultura.</p>
<p>La cultura in Italia naviga in certi lidi non è solo per colpa di certe politiche, ma anche di quelle entità (persone e situazioni) che la cultura devono salvaguardarla.</p>
<p>Non parlo per tutti, faccio solo un discorso, ognuno si guardi la propria coscienza, non è affare mio.</p>
<p>Sia chiaro, penso che vincere un premio come  il premio Scenario (cito loro ma penso  a qualsiasi altro premio) è una grande cosa.</p>
<p>E’ vero anche che i meccanismi di culturali dovrebbero essere tutelati con lungimiranza</p>
<p>In fondo un artista o una realtà culturale non ha bisogno ( solo ) di soldi  ma di essere sostenuta (da tutti) con coscienza.</p>
<p>Insomma rimetto via l’occhio da Scorfano e guardo ai premi come delle belle e prestigiose opportunità.</p>
<p>Mi congratulo con chi li vince e sostengo i  non selezionati  nel non demordere.</p>
<p>Ringrazio mio nonno per avermi rivelato il business dello Scorfano.</p>
<p>Per la cronaca un premio “scorfano d’oro” lo vinse mio padre che aveva una band di tutto rispetto.</p>
<p>info scenario:</p>
<p>www.associazionescenario.it</p>
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		<title>T.V.O. (Teatro Valle Occupato)</title>
		<link>http://www.muvideo.biz/news/2011/06/24/t-v-o-teatro-valle-occupato/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 14:26:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono sul palco del Teatro Valle, ho fatto pochi gradini per salire sul boccascena e guardo le graticce. Penso. Per come sono le cose mi viene da dire che non avrò mai la possibilità di lavorare qui per portare un mio spettacolo in scena. Non dipende dal valore artistico di quello che faccio (almeno non&#8230; <a class="continue_reading" href="http://www.muvideo.biz/news/2011/06/24/t-v-o-teatro-valle-occupato/">Continue reading &#187;</a>]]></description>
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<p><a href="http://www.muvideo.biz/news/wp-content/uploads/2011/06/TEATRO-VALLE.jpg" rel="lightbox[410]" title="TEATRO-VALLE"><img class="alignnone size-medium wp-image-412" title="TEATRO-VALLE" src="http://www.muvideo.biz/news/wp-content/uploads/2011/06/TEATRO-VALLE-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a></p>
<p>Sono sul palco del Teatro Valle, ho fatto pochi gradini per salire sul boccascena e guardo le graticce.</p>
<p>Penso.</p>
<p>Per come sono le cose mi viene da dire che non avrò mai la possibilità di lavorare qui per portare un mio spettacolo in scena.</p>
<p>Non dipende dal valore artistico di quello che faccio (almeno non solo da quello),  insomma non me ne muoio per fare uno spettacolo al Valle, ma comunque se avessi voglia per arrivare a fare qualcosa qui,  c’è una  strada da percorrere che poco  corrisponde alla mia idea di percorso artistico.</p>
<p>Quando penso alla cultura o all’arte in generale in Italia ho in mente queste proporzioni.</p>
<p>Si spendono 80% delle energie per cercare di piazzare, promuovere, addentrare, dialogare, pattuire, ( tutte cose che ti fai da solo perché non ci sono soldi per pagare professionisti)  e il restante 20% per  fare  effettivamente  qualcosa di artistico.</p>
<p>Con queste proporzioni  non si va da nessuna parte  artisticamente, perché se sei bravo il 20% di bravo è comunque scarso.</p>
<p>Non so voi, ma penso che la maggior parte degli spettacoli che vedo sono brutti, non curati, in Italia  alla fine se non dai sfogo in pieno al tuo lato artistico sicuramente  diventi un teorico di un “andazzo” culturale che ha aiutato a rovinare le cose.</p>
<p>Questo genera frustrazione nella cultura italiana si percepisce  in tutti.</p>
<p>Questa  frustrazione ha sempre  generato  movimento e oggi sono qui per annusare questo sistema che si sta concretizzando nell’occupazione del Teatro Valle.</p>
<p>Mi giro, sono sempre sul palco del Teatro Valle, i posti sono vuoti (nessun applauso peccato sarebbe stato figo), solo tanto rosso dalla platea.</p>
<p>E’ tutto pulito, la signora F. con l’aiuto di A. puliscono i bagni, quando incontri qualcuno ci si saluta e ti sorridi, è normale fermarsi, darsi la mano e dirsi i nomi; salve sono M. io sono G.</p>
<p>Mi guardo intorno e vedo persone, testa china, che inviano messaggi su facebook e scrivono scrive post…</p>
<p>Sono qui, sono  nuovo nell’occupazione, sono tutti impegnati su qualche social network in qualche comunicato e nell’opera di diffusione … io sono qui, nel senso, facciamo finta sia uno chiamato dai loro post o dalla loro comunicazione… se qualcuno arriva… perché non gli dai attenzione (penso che sarebbe utile mettere qualcuno che accoglie i nuovi arrivati), mi faccio troppi problemi, lo so in fin dei conti si sono tutti presentati… e comunque…faccio io il primo passo e mi presento e parlo con Tony , uno dei primi occupanti.</p>
<p>piccolo preambolo sull&#8217;occupazione e poi gli chiedo se c’è un pò di frustrazione, mi viene risposto di no</p>
<p>Capisco che è il tempo di azione di energie positive e di fatto si viene da una protesta (flash-mob) davanti al teatro Argentina dove Luca Cordero di Montezemolo, Andrea della Valle e tutti quelli di Italia Futura si chiedono come si costruisce l’Italia futura.</p>
<p>Anche fuori nel flash-mob organizzato ci si chiede questo.</p>
<p>Quelli di fuori guardano a quelli di dentro, quelli di dentro parlano di quelli di fuori e si chiedono se sbarrare le porte a quei “fricchettoni”, ma quelli di fuori,non hanno nessuna intenzione di entrare, parlano e vogliono visibilità, quella stessa visibilità  che quelli di dentro hanno</p>
<p>Se vi interessa dare un immagine a quello che dico cercare le foto su internet.</p>
<p><a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cultura/2011/06/23/visualizza_new.html_813807946.html">http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cultura/2011/06/23/visualizza_new.html_813807946.html</a></p>
<p>trovo fastidioso questo mio solo osservare e per questo mi lasco andare a qualche slogan…si blocca anche il traffico delle macchine.</p>
<p>Insomma, penso,  se proprio devo scegliere scelgo la gente con i megafoni e gli striscioni, ma so che tutti  quelli dentro il Teatro Argentina e quelli fuori, stanno  facendo, secondo le proprie regole e sensibilità, la stessa cosa.</p>
<p>Torno al Teatro Valle, mi accorgo che le cose da fare sono tante se si parla di cultura.</p>
<p>La cultura non si riforma con una manovra, per questo motivo alle 17:30 sono tornato all’assemblea e ho ascoltato.</p>
<p>L’assunto è che tutti dicono qualcosa di giusto.</p>
<p>Si viaggia sul fil di lana, bisogna stare attenti e nonostante ci sia uno striscione che recita “ è triste la prudenza ”, c’è  un pizzico di prudenza.</p>
<p>Non faccio il resoconto di tutto quello che è stato detto, chi vuole fa bene ad andare e  partecipare,  ma riporto secondo me un’affermazione  degna di nota:</p>
<p>-        c’e da chiedersi : la gente  al di fuori degli ambienti  “ culturali” ha la percezione di cosa sia la cultura e l’utilità che essa ha nella società?</p>
<p>Questa domanda è ai miei occhi il monte Everest, perche si può  finanziare la cultura, si possono autogestire e occupare teatri in maniera illuminante , ma se la maggior parte delle persone reputano la cultura mero intrattenimento o qualcosa con cui non si mangia… bhé le cose sono ardue.</p>
<p>Il ragionamento non è da limitarsi al Teatro Valle occupato, a una finanziaria, alla politica del governo o a un elettrodomestico che manda immagini… ma a tutto.</p>
<p>Si deve interagire, le domande giuste aiutano come le affermazioni  giuste, ma non bastano.</p>
<p>Mi chiedo se ci siano cose dette al Teatro Argentina( nell’interno) e al Teatro Valle ( nell’interno) che possano entrare in un confronto costruttivo.</p>
<p>Questo confronto potrebbe creare quella &#8220;stonatura&#8221; che manca a tutt’e due  le realtà quando le si guardano all’interno.</p>
<p>Dico cosi per essere provocatorio, ricordo sempre che si viaggia su un fil di lana, perché se veramente si vuole fare il “futuro” della cultura bisogna farlo insieme non solo gente dello spettacolo.</p>
<p>Questo agli occupanti del teatro valle è chiaro e mi dà fiducia.</p>
<p>Per concludere consiglio a tutti di dare il proprio apporto alla cultura.</p>
<p>Sono andato al Valle occupato e ne ho parlato a tavola con gli amici, ho partecipato alla creazione di Muvideo che fa della cultura una linea editoriale… e non penso di fare ancora abbastanza, nemmeno questo articolo è abbastanza, niente che faccio e che faro lo sarà mai, questo non mi impedisce di farlo… capisco la non frustrazione di Tony perche non sono nemmeno io frustrato da questo.</p>
<p>Se vi dicessi di andare a teatro al cinema in biblioteca o al museo  non sbaglierei magari, correte il rischio di  rompervi le scatole  ( penso di no ) ma diciamocelo in tutta franchezza: oggi in televisione non fanno cose tanto interessanti…</p>
<p>…venite al Teatro Valle occupato.</p>
<p><a href="http://www.teatrovalleoccupato.it/" target="_blank">http://www.teatrovalleoccupato.it/</a></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/teatrovalleoccupato" target="_blank">https://www.facebook.com/teatrovalleoccupato</a></p>
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		<title>LPM Live Performers Meeting</title>
		<link>http://www.muvideo.biz/news/2011/05/09/lpm-live-performers-meeting/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 16:54:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>

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		<description><![CDATA[Parte il 19 di maggio LPM Live Performers Meeting nella nuova location del Nuovo Cinema Aquila, una quattro giorni da vivere tutta d&#8217;un fiato. L&#8217;LPM per chi non lo sapesse è una kermesse dedicata ai migliori VJ che si riuniscono nella capitale per fare il punto della situazione, l&#8217;appuntamento annuale che vede l&#8217;Italia (e Roma&#8230; <a class="continue_reading" href="http://www.muvideo.biz/news/2011/05/09/lpm-live-performers-meeting/">Continue reading &#187;</a>]]></description>
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<p><a href="http://www.muvideo.biz/news/wp-content/uploads/2011/05/logo.png" rel="lightbox[403]" title="logo"><img class="alignnone size-medium wp-image-406" title="logo" src="http://www.muvideo.biz/news/wp-content/uploads/2011/05/logo-300x119.png" alt="" width="300" height="119" /></a></p>
<p>Parte il 19 di maggio LPM Live Performers Meeting nella nuova location del Nuovo Cinema Aquila, una quattro giorni da vivere tutta d&#8217;un fiato.</p>
<p>L&#8217;LPM per chi non lo sapesse è una kermesse dedicata ai migliori VJ che si riuniscono nella capitale per fare il punto della situazione, l&#8217;appuntamento annuale che vede l&#8217;Italia (e Roma in particolare), all&#8217;avanguardia.</p>
<p>I numeri ci dicono che in questa edizione si concentreranno nel quartiere romano del Pigneto 484 artisti tra vj, dj e performers provenienti dalla Francia, Ungheria, Italia, Stati Uniti, Spagna, Bielorussia, Olanda, Slovenia, Russia, Polonia, Inghilterra, Irlanda, Albania, Grecia, Svizzera, Messico, Brasile, Portogallo, Nuova Zelanda, Ucraina, Andorra, Argentina, Bulgaria, Belgium, Colombia, India, Danimarca, Turchia, Macedonia con 241 tra performances, workshop e showcases.</p>
<p>Per avere maggiori info sull&#8217;appuntamento basta andare su: <a href="http://www.liveperformersmeeting.net/" target="_blank">http://www.liveperformersmeeting.net/</a></p>
<p>Molteplici sono le location che ospitano l&#8217;evento in contemporanea come <strong>Forte Fanfulla </strong>Via Fanfulla da Lodi, 5,  <strong>49B Gallery </strong>Via Placido Zurla, 49, <strong>Officine Pigneto </strong>Via del Pigneto, 215, <strong>Tuba Bazar </strong>Via del Pigneto, 19 <strong>Contesta Rock Hair, </strong>Via del Pigneto, 75.</p>
<p>In questa edizione non potevano mancare i Royal Rambo che si esibiranno sabato 21 <a href="http://www.liveperformersmeeting.net/2011/en/saturday-21/" target="_blank">http://www.liveperformersmeeting.net/2011/en/saturday-21/</a> nella categoria <a href="http://www.liveperformersmeeting.net/2011/en/concept/vj-torna/" target="_blank">VJ TORNA</a>.</p>
<p>Che vinca il migliore!</p>
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		<item>
		<title>Ai migranti _ 320 chili</title>
		<link>http://www.muvideo.biz/news/2011/02/06/ai-migranti-_-320-chili/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 18:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma Auditorium Parco della Musica 5/feb/2011 ore 21 sala Petrassi premio Equilibrio 2011 per la danza I 320 chili sono bravi , sul palco dell’auditorium  presentano  “ai migranti” spettacolo nato dai 15 minuti vincitori il premio Equilibrio 2010. Li conoscevo ancor prima di questa vittoria, anche se ai più sono sconosciuti. Provengono dal circo, ma non&#8230; <a class="continue_reading" href="http://www.muvideo.biz/news/2011/02/06/ai-migranti-_-320-chili/">Continue reading &#187;</a>]]></description>
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			</a>
		</div>
<p><strong>Roma Auditorium Parco della Musica</strong></p>
<p><strong>5/feb/2011 ore 21</strong></p>
<p><strong>sala Petrassi</strong></p>
<p><strong>premio Equilibrio 2011 per la danza</strong></p>
<p>I 320 chili sono bravi , sul palco dell’auditorium  presentano  “ai migranti” spettacolo nato dai 15 minuti vincitori il premio Equilibrio 2010.</p>
<p>Li conoscevo ancor prima di questa vittoria, anche se ai più sono sconosciuti.</p>
<p>Provengono dal circo, ma non solo.</p>
<p>Sono fisicamente  dotati, hanno quelle qualità fisiche che, ai mè, non durano tutta la vita, è un piacere vedere le loro qualità in scena.</p>
<p>Ai Migranti è una regia collettiva, le coreografie si intrecciano sulla scena con colpi di capriole, salti e piroette… molta poesia (mai abbastanza aggiungo)</p>
<p>La loro poetica però è chiara e a guardarli non si può far a meno di pensare alle impressionanti possibilità evolutive che i 320 chili hanno nelle  mani.</p>
<p>Avevo consigliato di andarli a vedere, ma non credo che la sala Petrassi dell’Auditorium (750 posti) sia piena per questo, merito di un organizzazione che ha ben lavorato.</p>
<p>Mi guardo intorno e penso che è sempre un piacere vedere le sale piene.</p>
<p>Qualcuno si lamenta del posto eccessivamente distante dal palcoscenico, questa distanza non ha impedito di ritrovarsi proiettati in scena&#8230;migrare con loro.</p>
<p>Non entro in merito al significato, i 320 chili &#8220;giocano&#8221; e lo fanno seriamente (e sinceramente)</p>
<p>Faccio  i complimenti al Premio Euilibrio, per la selezione e faccio i migliori auguri a tutti i 320 chili per la dedizione e la generosità messa in scena.</p>
<p>Nota dolente: il premio Equilibrio 2011 passerà da 20.000 a 15.000 euro per i tagli alla cultura.</p>
<p><a href="http://www.muvideo.biz/news/wp-content/uploads/2011/02/locandina-1.jpg" rel="lightbox[380]" title="locandina-1"><img class="alignnone size-medium wp-image-382" title="locandina-1" src="http://www.muvideo.biz/news/wp-content/uploads/2011/02/locandina-1-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p><strong>Ai migranti</strong><br />
<em>Collettivo 320CHILI</em></p>
<p>direzione e coreografia: Piergiorgio Milano</p>
<p>creazione ed interpretazione: Elena Burani‚ Florencia Demestri‚ Piergiorgio Milano‚ Fabio Nicolini‚ Roberto Sblattero‚ Francesco Sgrò.</p>
<p>collaborazione alla scrittura coreografica: Florencia Demestri</p>
<p>collaboratore alla drammaturgia: Claudio Stellato</p>
<p>da un’idea di: Giovanna Milano</p>
<p>musiche originali: Simon Thierree</p>
<p>costumi: Roberta Vacchetta</p>
<p>fonica: Luca Carbone</p>
<p>organizzazione: Giovanna Milano</p>
<p>co-produzione: Auditorium Parco della Musica di Roma‚ Associazione Sosta Palmizi‚<br />
La Corte Ospitale di Rubiera‚ Teatro Asioli di Correggio</p>
<p>con il sostegno di: Associazione Il Teatro Possibile e Teatro Comunale di Castiglion Fiorentino</p>
<p>si ringraziano: Ert Fondazione e Teatro Asioli-Correggio per la collaborazione</p>
<p><strong>320 chili on MUVIDEO:</strong></p>
<p><a href="http://www.muvideo.biz/play.php?vid=176">http://www.muvideo.biz/play.php?vid=176</a></p>
<!-- PHP 5.x -->]]></content:encoded>
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		<title>E&#8217; un paese per vecchi</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 18:06:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa sta succedendo? Mi chiama Giorgio Rossi, con lui avevamo degli accordi per riprendere il suo  spettacolo a Roma Mi dice che lo spettacolo che doveva essere fatto al Palladium dal 27 al 30 gennaio è a rischio Aggiunge  che è stato al telefono con Romaeuropa ( fondazione romaeuropa)  fino ad ora e che le questioni&#8230; <a class="continue_reading" href="http://www.muvideo.biz/news/2011/01/29/e-un-paese-per-vecchi/">Continue reading &#187;</a>]]></description>
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			</a>
		</div>
<p>Cosa sta succedendo?</p>
<p>Mi chiama Giorgio Rossi, con lui avevamo degli accordi per riprendere il suo  spettacolo a Roma</p>
<p>Mi dice che lo spettacolo che doveva essere fatto al Palladium dal 27 al 30 gennaio è a rischio</p>
<p>Aggiunge  che è stato al telefono con Romaeuropa ( fondazione romaeuropa)  fino ad ora e che le questioni erano due:</p>
<p>o lo spettacolo saltava o si cambiavano le condizioni:</p>
<p>Si lavora a incasso e le repliche non sono piu 4 ma 2.</p>
<p>Rimango turbato&#8230;sicuramente meno di Giorgio</p>
<p>Mi fermo a pensare e rivedo il sito di Romaeuropa</p>
<p>dal sito www.romaeuropa.net, si legge:</p>
<p>“La Fondazione Romaeuropa riceve il sostegno della Presidenza della Repubblica Italiana, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri, del Comune di Roma, della Regione Lazio, della Provincia di Roma, della Camera di Commercio di Roma, dell’Unione Europea, dell’Università Roma 3 e dei diversi ministeri della cultura europei.  E’ stata inoltre inserita, su proposta del Ministero degli Esteri, all’interno di accordi culturali bilaterali dell’Italia con altri 40 paesi.  Fedele alla propria missione, Romaeuropa ha perseguito e raggiunto l’obiettivo di avvicinare un pubblico vasto e variegato alla creazione artistica contemporanea mondiale. Questo successo è stato reso possibile grazie alla  rete di relazioni, nazionali e internazionali, che anima la vita della Fondazione e ne moltiplica i percorsi di ricerca e di scoperta. Attualmente 26 paesi europei, attraverso Accademie, Istituti di Cultura e Ambasciate, aderiscono a Romaeuropa. La Fondazione è partner di importanti reti e network italiani ed europei come Ietm (Informal European Theatre Meeting), Italiafestival – Agis, il Reseau Varèse, per lo sviluppo della musica e dell’Opera contemporanea, il Reseau Temps d‘Image, festival europeo promosso da ARTE’ il canale televisivo franco-tedesco, European Foundation Center, che raggruppa oltre 200 fondazioni culturali europee, European Festival Association.”</p>
<p>Perchè una fondazione cosi prestigiosa è costretta a cambiare le carte in tavola a poche ore da uno spettacolo.</p>
<p>Ragioni economiche&#8230;mi sembra chiaro</p>
<p>Mi è venuta voglia allora di verificare le condizione economiche in cui versa la cultura in Italia</p>
<p>Magari parlare del FUS</p>
<p>Wikipedia lo definisce:</p>
<p>http://it.wikipedia.org/wiki/Fondo_unico_per_lo_spettacolo</p>
<p>&#8220;Il Fondo unico per lo spettacolo (FUS) è il meccanismo utilizzato dal governo italiano per regolare l&#8217;intervento pubblico nei settori del mondo dello spettacolo (cinema, teatro, musica, etc).&#8221;</p>
<p>Ma anche della divisione fra le realtà che accedono al fondo unico dello spettacolo</p>
<p>consultabile sul sito:</p>
<p>http://www.spettacolodalvivo.beniculturali.it/contributi/contributi.asp</p>
<p>Ma parlare del fus oggi significa ricordare  il taglio del 40% che sta subendo e le micro e macro mutazioni che questo comporta.</p>
<p>Qualsiasi discorso fatto fino ad ora non è servito a quanto pare.</p>
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/e/8oEV71ZO_IY"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/e/8oEV71ZO_IY" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>In fin dei conti con la  cultura non ci si mangia ( molti ne vivono).</p>
<p>Piu mi guardo intorno e più vedo che è cosi</p>
<p>il mio paese, o almeno quello che geograficamente definiamo Italia non è un paese che si nutre di cultura</p>
<p>Se ne gonfia il petto solo quando gli fa comodo, quando è conveniente.</p>
<p>Si vive sugli allori e abbiamo fatto della cultura materiale per i  libri di storia.</p>
<p>Questo è il mio paese.</p>
<p>Mi guardo dentro come intorno e non sono incazzato, sono deluso, perchè le cose non cambiano perchè il sogno principale è minimo a sei zeri perchè molti di noi hanno dimenticato che il bello di un sogno non è quando si realizza mo come lo si consegue</p>
<p>Quindi in tutto questo mi turbo perchè so che presto le realtà culturali inizieranno una guerra per la sopravvivenza.</p>
<p>ognuno chiamerà i contatti che ha e cercherà uno spiraglio</p>
<p>e quando ( e se mai ) lo spiraglio si aprirà sarà uno spiraglio micragoso per una piccola sopravvivenza.</p>
<p>L&#8217;uno conto l&#8217;altro, pronti a tutto.</p>
<p>Perchè ormai in Italia tutto è politica.</p>
<p>Così apro la mail di romaeuropa e scopro che bisogna &#8220;rifare l&#8217;Italia&#8221;</p>
<p><a href="http://www.muvideo.biz/news/wp-content/uploads/2011/01/telecom.jpg" rel="lightbox[363]" title="telecom"><img class="alignnone size-medium wp-image-366" title="telecom" src="http://www.muvideo.biz/news/wp-content/uploads/2011/01/telecom-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p>&#8230;&#8221;Saluto di Gianfranco FIni&#8221;</p>
<p>leggo sul sito dell&#8217;iniziativa:</p>
<p><a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2011/01/per-rifare-litalia-2/">http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2011/01/per-rifare-litalia-2/</a></p>
<p>leggo sul sito:</p>
<p>“Forse non sono in tanti a saperlo, ma in Italia sono disponibili milioni e milioni di euro destinati all’innovazione e provenienti da fondi pubblici.”</p>
<p>Consiglio a tutti di chiamare al telefono il potente di fiducia (sempre che lo abbiate ).</p>
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