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TANZTAGE festival di Riccardo Frezza

2 gennaio 2010

tanztageberlin

Il TANZTAGE festival porterà in scena dal 3 al 13 gennaio teatro e danza
per chi vuole saperne di più: www.tanztage.de
per chi non ne ha mai abbastanza…


tanztage2010

Tanztage. Si può tradurre come “giornate della danza”. Il primo festival del fitto calendario di eventi che la capitale tedesca dedica alla danza contemporanea. E si distingue anche bene dagli altri, per 19 edizioni è stato il festival dove si esibisce la scena berlinese, con pochi soldi, una radicale attenzione ai giovani artisti, e una atmosfera da ritrovo di amici. Qui non ci sono artisti affermati, se non suonasse un po’ inadatto allo stile morigerato qui dominante si dovrebbe dire che qui va in scena la danza futura. Qui. Alla Sophiensaele, che grazie al cortese invito di MUvideo.biz sta diventando la mia seconda casa berlinese. Non c’è male. Si parla di uno degli stabili più vecchi del centro di Berlino tra quelli non amati dalle bombe alleate. Un po’ balera, un po’ circolo ricreativo, ospitò i comizi di Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg, uno di quei posti da cui nascono le rivoluzioni. Ma non è successo, e quando Sascha Waltz ci si installa quindici anni fa è scrostato da fare impressione, positiva.

Seguiranno una serie di brevi interventi, su diversi media, scritti e raccolti durante queste giornate di danza dal qui scrivente spettatore a-critico. L’occasione rende l’uomo onesto. Vi auguro buon anno, e vi scriverei con piacere tutto tedesco che nel meno–sei-gradato 3 gennaio berlinese, il meravigliosamente-perfetto impianto audio dell’ accoglientissimo-decadente-foyer della Sophiensaele ci spara come colonna sonora d’attesa una simpatica “Give Peace A Chance”.

  • Visti il 3 gennaio
  • Sun 3.1. 19:30 / Mon 4.1. 18:00 / Tue 5.1. 18:00 Virchowsaal
  • Jadkowski / Schwald / Emrich / Schalück
  • Josephine Joseph
  • Choreography / Direction: Julia Jadkowski, Marcel Schwald, Roswitha
  • Emrich, Rico Schalück
  • Perfomance: Julia Jadkowski, Daniel Hinojo (substitutes Marcel Schwald),
  • Roswitha Emrich
  • Music: Laura Mello
  • Produced by: Tanzhaus NRW, Kunstkredit Basel,
  • Kaskadenkondensator Basel, TANZTAGE BERLIN
  • Thanks to: Johanna Schneider, Rosemarie Becker, Urs, Kaya Fisher
  • Supported by PACT Zollverein

An installation that performs an optical illusion using analogue technology and

live choreography. With contemplative movements, Joseph and Josephine become one body. The bodies dissolve in their projection and a new image begins to exist.

“There is something blurred in real things. Reality is not sharply in focus. The focus of the world, that would be objective reality, just like focusing a lens onto an object… Luckily, the final focus of the world has never taken place. The lens makes the object move, or vice versa, in any case, something moves.” (Baudrillard)

Tanztage 2010 si apre con un’installazione performativa. E secondo me è tutto dire. Leggendo l’impostazione della direzione artistica si apprende che il festival è stato disegnato attorno alla necessità di capire cosa si muove della giovane danza contemporanea, di Berlino, o che a Berlino vive, provenendo e migrando da tutti gli altrove del mondo della danza. Significa quindi qualcosa l’apertura affidata a un collettivo che annovera diverse patrie, e forse anche il fatto che la danza all’interno della performance sia stretta dalle regole di una macchina per produrre immagini.

Più propriamente assistiamo ad uno spettacolo per “camera ottica”, che utilizza quindi uno spazio chiuso e buio –in questo caso un box di tela calato come un ufo al centro della ottocentesca Virchowsaal della Sophiensaele- dentro il quale la luce esterna penetra passando per un piccolo foro munito di lente. Magia vuole che coloro che siedono all’interno della camera vedano la realtà all’esterno proiettarsi, sorprendentemente nitida, ma rovesciata, sulla parete interna. Cosa scelgono di proiettare gli autori dell’installazione? In questa installazione la risposta precede la domanda, entrando in sala infatti assistiamo al the making of della proiezione: ci sono specchi, sorgenti luminose, un ragazzo e una ragazza vestiti uguali che si muovono molto lentamente. E solo dopo averli bersagliati per un po’ con i nostri punti interrogativi, veniamo invitati a vedere l’interno del box, dove i due protagonisti proiettati si fondono. O meglio, l’immagine risultante dai loro movimenti è quella di un terzo essere, che ora un po’ più maschile, ora femminile, inseguendo la suggestione che da il titolo al lavoro: Josephine Joseph. Con questo nome si faceva chiamare un presunto ermafrodita, un performer , ripreso anche nel famoso film “Freaks” di Tod Browing, la cui particolarità era il mostrarsi diviso in due metà, la destra vestita –e anche allenata- da uomo e la sinistra da donna. L’effetto percettivo è ipnotico, stimola una riflessione sulle dimensioni, le varianti nei corpi. La musica rilassa, il freddo resta al di fuori.

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  • Sun 3.1. / Mon 4.1. 20.30 Festsaal
  • Stina Nyberg
  • A white rhythm section
  • Choreography: Stina Nyberg
  • Dance: Rosalind Goldberg, Sandra Lolax
  • Music: Erik Huldt, Erik Strandh
  • Costumes: Stina Nyberg, Helena Lundqvist
  • Duration: 30 min

A WHITE RHYTME SECTION takes a closer look at the jump. It is created with accurate directions and coincidental results and deals with the notion of jump in its broadest sense. What counts as a jump? Why do you jump? What do we associate with jumps?

The duet is made through investigations from two different perspectives: The first one deal with the actual physical work of jumps and the effort required to perform it. The other deal with associations connected with jumps – such as sports, dances or memories of jumps we made, seen or only heard of. The different parts of the duet are created with different methods and through the piece the movements, as well as the relations, are constantly changing. A white rhythm section points out the details that make plain movements extraordinary, and in the same way everyday life so special. It aims to master the impossible by perceiving it as possible.

  • Sun 3.1. / Mon 4.1. 20.30 Festsaal
  • Johanna Chemnitz + Sonja Pregrad
  • Dishevelled
  • Choreography / Dance: Johanna Chemnitz, Sonja Pregrad
  • Music: Neven Krajačić
  • Produced by: Ministarstvo kulture Republike Hrvatske Ured za obrazovanje, kulturu i sport grada Zagreba, Eksscena, CKI Maksimir
  • Thanks to: Peter Pleyer, Anne Sophie Malmberg
  • Duration: 30 min

Within being dishevelled we test reality, identity and dissolution. We create order to let disorder arise, which carries a potential – growing out of the uncertainty and inbetweenness. We create a world that moves and dedicate ourselves to the logic of instability. We create a world beyond logic and dedicate ourselves to the inconceivable.

Tappeto di danza bianco e un paio di sediole. Questo il set della piece delle signore Chemnitz e Pregrad. Le sediole mi fanno tanto pensare alla sedia di legno icona del teatro di narrazione in variante Berlino Est. Magari sono dell’ikea, ma io mi faccio affascinare. Ach! Il design della DDR! Quel prolungare gli anni ’60 fin che si può. Resistendo al pacchiano occidente capitalista che si cotona come quei giovani antisociali della capitale. Ach.

Tergiverso. Un po’ perché quando gli spettacoli non ti prendono si tergiversa. Stando ai fatti è stata raccontata una storia in un solo quadro. Due danzatrici in collant ma senza gonna, tacchi e capelli sciolti entrano in scena con un’espressione truce. I lineamenti slavi e i toni dell’improvvisazione dal vivo del musicista rendono l’atmosfera inquieta. Penso al sentito tema delle schiave del sesso dall’est, particolarmente sentito. Le danzatrici tremano, si scuotono e si sbattono per il palco. Non senza dare l’idea che questo prolungarsi della frenesia sia qualcosa di più che mimare epilessia o farsi tarantolare. Mi sembra che stiano recitando il passaggio del tempo, sono lì sul palco, e tremano sotto gli occhi di tutti per lunghi minuti. La metafora c’è, di un’esposizione non voluta a sguardi che pagano. Ma poi la storia si fa ciclica, le camminate, i non-contatti, si ripetono. Loro sono sempre più arruffate, “dishevelled”, come recita il titolo. E poi si spogliano anche un po’. Attenzione, la comune reazione a un corpo nudo nella liberale Germania del nord è ben poca cosa. Però accanto a me una signora esegue la sua contro-performance, con precisa progressione invece si riveste. Alla fine della dissolvenza incrociata, le danzatrici sono ancora più esposte, e la spettatrice è pronta per affrontare il gelo siberiano.

Intervista alle autrici su Tanzpresse.de (in inglese e tedesco):

http://www.donaldo.de/tanzpresse/index.php?id=65

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white rhytm

white rhytm

  • VISTI IL 4 GENNAIO
  • Mon 4.1. / Tue 5.1. 19:00 Hochzeitssaal
  • Beatrice Fleischlin + Anja Meser
  • come on baby let’s go (P)
  • Choreography / Dance: Beatrice Fleischlin, Anja Meser
  • Advice of dramaturgy: Maria Fuchs, Anna K. Becker
  • Music: Peaches, Monolake, Purcell, Jablonsky
  • In co-production with TANZTAGE BERLIN
  • Thanks to: Tanzfabrik Berlin
  • Duration: 40 min

Two women imitate, break down and transform elements of men’s


Anche durante il secondo giorno di Tanztage si parla di generi a confronto. Le due interpreti dichiarano di voler interpretare degli uomini, e vedere che succede. Cioè, vedere che succede tornando a essere donne dopo aver fatto per un po’ gli uomini. Letta così non sembra essere la sinossi più accattivante del festival più berlinese della città più agognata dagli artisti più avanzati dell’arte più sensibile al nuovo.

Poi invece effettivamente succede che le due danzatrici ci riescano a parlare di un presente così presente ma così presente, che riescano a diventare utili, sì. Come trovare una guida alle saune dove non si fa sesso in una città ghiacciata da settimane.

Faccio un passo indietro.

Le tipe entrano in scena vestite da ragazzi, coatti, tamarri, in variante periferica berlinese, quella di Neukölln, Pankow, quei quartieri neanche troppo degradati e pieni di torri, solo meno borghesi e meno modaioli. Con i disoccupati assistiti, le famiglie turco-tedesche, e criminalità spinta tipo marjuana e furti di biciclette. Roba da spaventare un italiano a morte, no? No. Però urlano e suonano i clacson e parcheggiano in doppia fila. E poi soprattutto sono gli uomini a fare le cose, ad occupare lo spazio. Ok, niente di nuovo, ma l’immagine che Berlino da di sé è decisamente più sulle pari opportunità. Le autrici raccontano invece uomini a cui viene imposto di “fare gli uomini”, di ciondolare, indurirsi, di eccellere nell’ambito della forza. Li raccontano mimandoli, ma anche danzandone i sogni, in leggerissime sequenze di voli calcistici, in improbabili tramutazioni di disperati in popstar. E in ogni sberleffo a tanta mascolinità riescono ad essere credibili e lievi, non aggressive. Così che gli sbeffeggiati in questione alla fine imparano molto su come li vedono, qui, le donne, mentre trascinano il figlio all’asilo, in slittino.

intervista su Tanzpresse.de  in occasione di Zanztage (in tedesco)

http://www.donaldo.de/tanzpresse/index.php?id=66

entrata-scale-sophiensaele1

entrata scale sophiensaele




  • Mon 4.1. / Tue 5.1. 19:00 Hochzeitssaal
  • Clément Layes
  • Allege (P)
  • Choreography / Dance: Clément Layes
  • Light: Raphael Vincent,
  • Assistence: Jasna Layes-Vinovrski
  • Supported by: Public in privat
  • In co-production with TANZTAGE BERLIN.
  • Thanks to: Justin Pallermo, Viola Lopez, Cie Als, Cécile Laloy, Johanna
  • Moaligou, Damien Sabatier
  • Duration: 35 min

ALLEGE inquires possibilities left to an action, which would not be determined from outside, but would find its cause in it own essence. To do so it uses constrains, frames, limitations relating them to our social existence, and to conformist tendencies.

“What can I do that is not organized by a principle, a script, a choreographic decision, a mode of action? Can I escape the whims of order?

What can I do? Means what is my freedom inside the absurd constrains I’m asserted to, without knowing why? What can be or can’t be done, that would open a field of unexpected possibilities?

”Lo spazio frontale della Hochzeitssaal è ridisegnato prima della performance, ci viene chiesto di stare un po’ più “diagonali” alla scena. Perché?  Perché sì. E poi entra quest’omino. Non che lo sia proprio, che se uno guarda bene è normale, ma sta curvo e cammina un po’ timido. Solo quando raggiunge i suoi oggetti di scena (bottiglie di plastica, bicchieri, uno straccio, un bollitore, una minuscola pianta in vaso) e comincia una sua sistemazione ci accorgiamo che l’omino si porta in equilibrio sulla nuca un bicchiere d’acqua. E con il suo bicchiere lì, ben saldo nonostante il ritmo ansioso, porta a termine una serie di buffissime procedure di innaffiamento della sua piantina. Tipo riempire di acqua calda due bottiglie e un bicchiere, travasare quest’ultimo con gesto ominescamente acrobatico in altri tre bicchieri, così facendo arrivare quasi alla piantina, per poi invece versare a terra il tutto, asciugare con uno straccio, strizzarlo in un secchio, e con grande noncuranza rovesciarlo finalmente sulla piantina. Questa sequenza di azioni e questo esito si ripetono con variazioni, ogni volta arrivando con più complesse acrobazie, dell’immaginazione innanzitutto, tortuose, ma di una certa dolcezza. Noi compatiamo l’omino, che diventerà una vittima accecata e inzuppata del suo mondo di regole di innaffiatura, regole che disegna su una lavagnetta prima di ogni tentativo, senza mostrarle. Fino a smettere. Il tipo smette: di essere omino, di avere regole. Esce dalla parte all’istante. Si addrizza elegantemente, bello e sicuro di sé comincia a raccontare a noi pubblico rimbambinito da tanta giocoleria autistica una seconda definizione delle regole del suo mondo. Ci dice che l’acqua rappresenta “l’energia”, i bicchieri la “macchineria”, lo straccio “il sogno”, la pozza d’acqua che sta finendo di imputridire il pavimento della Sophiensaele “l’oceano”. E ci dice che gettando lo straccio-sogno nella pozza-oceano. Plof. Accade “la poesia”. La seconda parte della performance sono il riscriversi della storia di regole dell’omino, professorale, altrettanto immaginifica ma normativa. Un rapido virtuosismo di accrocchi simbolici che gli permettono di mostrare i nomi-oggetto di “etica” “politica” “ecologia” e i vari incastri: accade che lo straccio-”sogno” rimbalzi verso il soffitto-”limitazione”, plof,  accade “lo spreco”.

Io ho pensato un po’ di avere assistito a una declinazione contemporanea della storia della larva e della farfalla. La larva è molto simpatica, poi diventa una bella farfalla, che però deve spiegarti il perché del tutto. Che la filosofia sia il lato oscuro della bellezza?

LINKS:

“public in private”, il sito del signor Layes:

http://www.publicinprivate.com/#/Content/Productions

intervista su Tanzpresse.de  in occasione di Zanztage (in inglese)

http://www.donaldo.de/tanzpresse/index.php?id=72

palla-nel-foyer

palla nel foyer

Riccardo Frezza

18 dicembre ore 21

17 dicembre 2009
  • Caffè Letterario V. Ostiense 95

18 dicembre ore 21
Presagi di nuovo secolo: pop, videoclip, web 2.0
con Carlo Massarini e Carlo Infante

DEAR MR FANTASY

Fulcro del progetto Happy New HEAR è la conferenza-spettacolo con Carlo Massarini, per un percorso, inframmezzato da estratti video, che delinea l’arco di esperienza innovativa aperto dalle culture pop degli anni settanta e poi evoluto negli anni ottanta con l’avvento dei linguaggi del videoclip per arrivare agli scenari del web 2.0 e del performing media.

Un evento che invita a un “felice nuovo ascolto” delle mutazioni in corso, a partire da quei movimenti musicali che hanno caratterizzato allora le trasformazioni della condizione giovanile come in una sorta di colonna sonora dell’evoluzione culturale, dal pop al web.

L’appuntamento è venerdì 18 dicembre (ore 21) al Caffè Letterario (Via Ostiense 95) sul tema Presagi di nuovo secolo: pop, videoclip, web 2.0.
Carlo Massarini converserà con Carlo Infante e altri ospiti, sfogliando (attraverso la videoproiezione di un’animazione flash) le pagine del suo libro Dear Mr Fantasy appena pubblicato da Rizzoli.

Massarini è il protagonista emblematico dei vari passaggi della cultura pop, famoso per la conduzione di trasmissioni televisive come Mr. Fantasy nei primi anni ottanta (ambito in cui sono stati promossi in Italia i videoclip musicali) e Mediamente programma che ha rappresentato il trampolino di lancio per le culture digitali. Passando, alla fine anni ottanta, per quel capolavoro di television art che fu Non Necessariamente.
Una serata emblematica per guardare al passaggio di nuovo anno al ritmo delle mutazioni.

BESTIARIo ‘09

17 settembre 2009

Looking Forward, ROMA, 19 SETTEMBRE 2009 Workshop la collezione, ROMA 21/23 SETTEMBRE 2009

bestiario-mini-logo

La seconda edizione del festival di eventi performativi BESTIARIo, appuntamento dedicato ad
eventi performativi site specific, torna a Roma dal 19 al 23 settembre 2009.
Abbiamo scelto di adottare come linea poetica la lirica Agonia, di Giuseppe Ungaretti,

morire come le allodole assetate sul miraggio
o come la quaglia passato il mare nei primi cespugli
perché di volare non ha più voglia
ma non vivere di lamento, come cardellino accecato.


perché BESTIARIo ’09 muove da molti interrogativi, che hanno infine lasciato il posto ad una
ferrea volontà, nel guardare avanti, costruire, mettersi in gioco.
Così, quello che vuole essere un evento unico ed una festa, è in parte anche un piccolo spunto
per una riflessione collettiva sulla funzione della cultura contemporanea -intesa come ricerca di
linguaggi performativi, arte visiva, sperimentazione musicale e dunque nella sua accezione più
completa- nel nostro tempo e nello spazio che abitiamo.
Creando nuove reti, BESTIARIo gioca a rilanciare il ruolo della cultura contemporanea nella città,
promuovendo sempre percorsi importanti di giovani artisti, che esplorano coraggiosamente
nuovi territori, ognuno attraverso il proprio linguaggio. E per l’edizione 2009, sarà Fondazione
Romaeuropa ad accompagnare BESTIARIo.

Rinnovando la vocazione per gli spazi non convenzionali, BESTIARIo va ad inserirsi per
quest’edizione in un’ex area industriale, con tre location nella zona Ostiense tra via dei Magazzini
Generali e via Giuseppe Acerbi.
Con una programmazione trasversale che parte dall’Opificio Telecom Italia, con live
performance audio/video, e prosegue mettendo in comunicazione all’interno di un Garage e di
un’ Autocarrozzeria la danza, l’elemento performativo, la musica dal vivo, riconnette l’evento al
tessuto urbano.


Tutti gli interventi artistici sono ad ingresso gratuito. Per le performance con numero di posti

limitati, prenotarsi inviando una mail  all’indirizzo: info@festivalbestiario.org.

www.festivalbestiario.org

direzione@festivalbestiario.org

+39.349.7246761  +39.349.7847790

Fast, Cheap and Out of Control:


Nella serata del 19 settembre a partire dalle 19.30 l’Opificio Telecom Italia aprirà al pubblico

con un lungo aperitivo accompagnato dal Live Set di KEIN (elettronica/ambient). Alle ore 21 live

performance di Cobol Pongide (micromusic). Seguirà alle ore 22.30 il Live audio/video BoZa,

del duo Italo-Macedone XX+XY Visuals feat IQ BIT. Chiuderà la serata dj Black Fanfare con un

Dj Set tutto da ballare che accompagnerà il pubblico sino alla mezzanotte. Vj Set di Sara Taigher.


L’Autocarrozeria di via dei Magazzini Generali, al numero civico 24, ospiterà la giovane

formazione Dewey Dell con CINQUANTA URLANTI QUARANTA RUGGENTI SESSANTA STRIDENTI,

in replica alle ore 21 ed alle ore 22  (posti limitati)

Sempre nell’Autocarrozzeria, ore 20.30 sarà possibile assistere al concerto live del musicista

Stefano Pilia all’interno del forno per la verniciatura. In replica alle ore 21 ed alle ore 23 (posti

limitati)

Infine, nel Garage della Mccann Erickson, in via G. Acerbi, alle ore 22 il gruppo Kinkaleri

presenterà un lavoro site specific a partire da Between a Carrot and I, THE HUNGRY MARCH

SHOW //THE CARROT IS GONE.


L’installazione audio/video LUMA di XX+XY Visuals, Opificio Telecom Italia, al piano -1, sarà

aperta al pubblico dalle ore 19.30 alle 24.

L’installazione sonora ERINNERUNG di Orthographe, ingresso del Garage Mccann Erickson, sarà

aperta al pubblico dalle ore 19.30 alle 24.

BESTIARIo ’09 ospiterà una sessione de la collezione, laboratorio sul gesto dei Pathosformel

(Premio Ubu ’09), il 21,22, 23 settembre, presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre.


LOOKING ROMAEUROPA FESTIVAL:

Presentando alla biglietteria del Romaeuropa Festival la mail d’invito alla serata del 19

settembre, Looking Forward, si accederà ad uno sconto sul biglietto del 15% sugli spettacoli in

programmazione del Romaeuropa Festival. La mail di invito dovrà essere timbrata durante la

serata Looking Forward, all’ Opificio Telecom Italia, dalle ore 19.30.

Looking Forward, 19 settembre ‘09

Info e prenotazioni: info@festivalbestiario.org

Orario:  dalle 19.30 alle  24

Ingresso:  FREE ENTRANCE

Sito web: festivalbestiario.orgmyspace.com/bestiariofest

Press: press@festivalbestiario.org


Progetto grafico:

kERAMIk PAPIER

Supporto comunicazione:

Alessandro Gambino, Comunicazione e Ufficio Stampa Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura

Supporto promozione:

Donatella Franciosi, resp. Promozione e Biglietteria Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura

Staff:

Valerio Tani, Michela Iori, Chiara Fallavollita, Chiara Condrò, Marzia Cannella, Gatto Valerio Bonanni, Veronica

Sferra.

Riprese video:

MUvideo.biz

Foto:

Eleonora Calvelli

THANKS to

Fabrizio Grifasi, Direttore Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura; Nicolò Stabile, resp. Pubbliche Relazioni

Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura e Consigliere Artistico Palladium; Stefania Lo Giudice, resp. Produzione

Artistica Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura e tutto lo staff della Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura;

Patrizia Boglione, Creative Manager di JumpMccann.

Workshop la collezione, 21/23 settembre ‘09

Info e iscrizioni: pathosformel@gmail.com

Orario e luogo: da definire

Partecipazione: GRATUITA, A NUMERO CHIUSO

La partecipazione al laboratorio è aperta a performer, artisti visivi, danzatori e studiosi  che

abbiano o non abbiano avuto esperienza in campo performativo.

THANKS to

Francesco Cellini, Preside della Facoltà di Architettura di Roma Tre;

Maria Gabriella Gallo, Settore Affari Generali e Attività Culturali della Facoltà di Architettura di Roma Tre.

Short Theatre 2009 al via

15 settembre 2009

E’ iniziata l’attesa kermesse di Short Theatre 2009 al Teatro India che si svolgerà dal 14 al 16 settembre.

Di seguito il programma giornaliero

Lunedì 14 settembre

Ore 17.30 – Zona Esterna
letture sceniche da
Il centro del discorso
Premio nazionale di drammaturgia
contemporanea
INGRESSO GRATUITO

h 19.00 – sala B bis e
h 22.00 – sala B bis
Teatri di Vita
Dondolo

POSTI LIMITATI

h 19.30 – sala B
Libero Fortebraccio Teatro
Iago


h 20.30 – foyer
Immobile Paziente
K 465 – studio
INGRESSO GRATUITO

h 21.00 – sala B
Libero Fortebraccio Teatro
Desdemona e Otello


h 22.00 – zona esterna
Andrea Cosentino
Primi passi sulla luna – studio


h 23.00 – sala B
Kataklisma – Daniele
Timpano/amnesiA vivacE
Sì l’ammore no


h 24.00 – zona esterna
H.E.R.
Magma – Live Concert

INGRESSO GRATUITO

Martedì 15 settembre

h 19.00 – sala B

Teatro delle Apparizioni

Pop-Up

La terza dimensione del

libro

h 20.00 – sala B bis e

h 21.30 – sala B bis

Teatri di Vita

Dondolo

POSTI LIMITATI

h 20.30 – sala B

Accademia degli Artefatti

Spara, trova il tesoro e ripeti

Birth of a nation

h 21.00 – zona esterna

Sistemi Dinamici Altamente

Instabili

Cruor_estrazione

short site specific

h 21.30 – zona esterna

Induma Teatro

Viva l’anarchia!

h 23.00 – zona esterna

Emanuela Villagrossi

Mamma mia! – reading

INGRESSO GRATUITO

h 24.00 – zona esterna

Feder + Fraufrac (Execute+)

Dj+Vj live set

INGRESSO GRATUITO

Mercoledì 16 settembre

h 17.30 – zona esterna

La cultura indipendente non

si arresta: il “saper fare” del

Rialto, modello di cultura

senza sprechi.

incontro

h 19.30 – sala B

Imamama

Come bestie che cercano

bestie

Menzione speciale Premio Scenario

per Ustica 2009

GENERAZIONE SCENARIO 09

h 20.10 – sala B bis

Anagoor

Tempesta

Segnalazione speciale

h 20.40 – sala B

Odemà

A tua immagine

Segnalazione speciale – durata 20’

h 21.00 – zona esterna

Kinkaleri

The hungry march show

Yes sir!

GENERAZIONE SCENARIO 09

h 22.00 – sala B

Codice Ivan

Pink, Me & the Roses

Vincitore Premio

h 22.40 – sala B

Marta Cuscunà

E’ bello vivere liberi!

Vincitore Premio Scenario per Ustica

h 23.00 – zona esterna

Tony Clifton Circus

Me da igual – Reading

INGRESSO GRATUITO

h 24.00– zona esterna

Raffaele Costantino

dj set

INGRESSO GRATUITO

Attacco hacker al server di muvideo e non solo

19 agosto 2009

Agosto doveva essere il mese del “riposo” e invece una mattina ci siamo svegliati e abbiamo visto il nostro sito “defacciato” con una pagina di un blog turco.
Nello stesso periodo – che è poi lo stesso della pubblicazione di questo articolo – numerosi social networking hanno avuto lo stesso trattamento, come il famoso Twitter e Facebook che per esempio arrancava subendo rallentamenti negli upload e nelle semplici pubblicazioni testuali.

Noi come muvideo ci abbiamo messo quasi un mese per “riprenderci” dall’attacco, fortunatamente il webmaster (cha sarei io), aveva salvato tutto in locale.
Tutto vuol dire il 95% del portale muvideo, calcolando che ad oggi abbiamo 11,5 gb di contenuti tra video, audio e testo.

Stessa sorte per  il sito RomaEuropaFakeFactory, che con noi condivide contenuti video e di principio, come la libera diffusione delle opere di ingegno e la divulgazione delle stesse senza le restrizioni giuridiche/contrattuali, (moduli di partecipazione relativi alla proprietà intellettuale) , che di solito ne sviliscono e snaturalizzano i contenuti.

Possiamo vedere nella pagina di ricerca di Google verso il sito RomaEuropaFakeFactory apparire tra le prime righe il testo, ora rimosso, dell’attacco hacker in questione. Cosa stia succedendo forse lo possiamo intuire, le forze “del male” insorgono contro l’opulenza occidentale oramai in crisi.

Peccato che a volte gli attacchi non tengono conto delle realtà che dei contenuti e della cultura fanno il loro punto di forza. E che senza la cultura siamo disarmati.

Proprio come in guerra.

ADESSO i soliti espertoni, come quelli di Cnet News, dicono che in fondo un po’ ce la siamo cercata, basterebbe proteggere meglio i nostri pc, ci sono tanti di quegli antivirus (a pagamento) in giro, e il comportamento consapevole dell’ internauta prevede appunto più attenzione alla macchina: perché poi se un virus attacca uno ne attacca cento, e mille, e a un milione e ancora più su sei già arrivato. vizio elettronico è andato in tilt lasciando senza comunicazione milioni di persone.Ea chi ha cercato di collegarsi via web è andata ancora peggio: il server ha rifiuto l’ accesso, SARÀ. Ma quando ieri il mondo ha scoperto che a rischio è anche Twitter, cioè l’ ultima sorpresa del mondo digitale, il social network dei micromessaggi scambiati tra pc e telefonini, quello con il logo innocente di un uccellino, davvero il sentimento di sconfitta è dilagato con la velocità dei bit da una parte del pianeta all’ altra: perché la sconfitta, la vulnerabilità di Twitter, condita dalla notizia, riportata da Fox News, che a tremare è stato anche Facebook, ha colpito anche la fantasia di chi crede ancora che un social network sia un incrocio tra un circolo e un sindacato. La resa è arrivata da Biz Stone in persona, il fondatore: siamo sotto attacco. Di più: sotto attacco come le banche online, come i servizi internet delle carte di credito. Twitter, la comunità web più in espansione del mondo, più di 17 milioni di utenti è andato in tilt, collassato per ore, afflosciandosi su stesso. In un post lanciato dallo stesso Biz, la resa è raccontata tra ironia e amarezza: «In questa mattina di giovedì, che sembrava tranquilla e felice, Twitter è finito sotto attacco. Attacchi di questo tipo sono vere e proprie iniziative dolose, orchestrate per rendere inutilizzabili servizi come le banche online, i sistemi di pagamento via web e, appunto, i sistemi di comunicazioni come Twitter. Ma noi ci difenderemo». Twitter si difenderà, ma intanto l’ attacco arriva proprio nel giorno in cui i social network sono stati scelti dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per lanciare l’ offensiva finale della grande battaglia per la riforma della sanità. Non soquesto la nuova amministrazione aveva intenzione di sostituire. L’ attacco è partito dagli Stati Uniti, subito è stato segnalato in Brasile, poi anche in Europa: il serlo. La sfida arriva all’ indomani della notizia dell’ addio dello cyberzar degli Usa, Melissa Hathaway, la donna che aveva già lavorato con George W. Bush e che proprio per inondando lo schermo di allarmi e costringendoa riavviarei computer per il pericolo di infezioni. Dos, denial of service, la sigla che gli utenti hanno imparato a odiare. Il micro-social network (su Twitter i messagi non superano le 140 battute degli sms) è l’ ultima vittima di una serie di attacchi che nelle ultime settimane hanno terrorizzato il mondo di internet. Anche la Casa Bianca, La Federal Reserve e il New York Stock Exchange sono stati obiettivo degli hacker. Nei mesi scorsi, gli 007 della rete avevano portato alla luce l’ attività di criminali cinesie nordcoreani. Gli hacker sono arrivati anche stavolta da lì? O si tratta invece di bande mafiose a caccia di dati sensibili, dai numeri delle carte di credito in su? C’ è anche chi sostiene che Twitter non ha un valore finanziario o d’ immagine global (non è Microsoft, non CocaCola o Pepsi) e quindi gli hacker potrebbero essere anche dei «semplici» maghi elettronici del male, desiderosi di farsi pubblicità. Certo è che con l’ attacco, subito sul web si sono moltiplicati gli alert e gli inviti a non procedere con gli acquisti e le comunicazioni elettroniche che utilizzano questo servizio. Proprio l’ e-commerce è stato uno dei volani principali del successo di Twitter: «Non potremo riprendere prima di aver assicurato la sicurezza ai nostri utenti», hanno specificato dall’ ufficio newyorchese. L’ hanno fatto dopo qualche ora. Quando la notizia aveva già fatto il giro della blogosfera. Anche senza Twitter. – dal nostro inviato ANGELO AQUARO

tratto da Repubblica.it

Il piccolo omaggio di MUvideo a Pina Bausch

6 luglio 2009

Bamboo blues -

La pièce è nata dall’esperienza in India della danzatrice e coreografa tedesca, che in passato vi ha soggiornato più volte con la sua storica compagnia, la stessa che ha presentato lo spettacolo.



Festival di Spoleto 03/07/2009

Se ne va a 68 anni Pina Bausch la madre del teatrodanza europeo

30 giugno 2009

pinaAl Festival di Spoleto tra pochi giorni il debutto del suo spettacolo
‘Bamboo Blues’. Il direttore artistico Ferrara: “Sarà un omaggio a lei”

ROMA – E’ morta all’età di 68 anni la coreagrafa tedesca Pina Bausch, geniale regista della danza, considerata la ‘madre’ del teatrodanza europeo. Ne dà notizia il teatro danza di Wuppertal. Cinque giorni fa le era stato diagnosticato un tumore. L’artista era amatissima anche in Italia: tra i tanti incarichi, dal 2006 aveva anche quello di direttore onorario dell’Accademia Nazionale di Danza, che ha sede a Roma.

“Non c’è un solo coreografo che non sia stato influenzato da Pina in questi ultimi trent’anni”, ha detto recentemente l’eccentrico coreografo belga Alain Platel, che non è certo il solo a ribadire la genialità dell’artista tedesca. Tra i tanti riconoscimenti tributati, tra i più recenti il Leone d’Oro alla Carriera, consegnatole nel giugno del 2007, con questa motivazione: “Pina Bausch è un’artista che ha segnato una nuova via originale all’espressione scenica del corpo danzante e parlante, influenzando non soltanto la danza contemporanea, ma anche le arti ad essa contigue, mutandone gli orizzonti. La Bausch è una coreografa che ha innovato il teatro, rendendolo più che mai fisico e musicandone la drammaturgia: una regista che ha firmato montaggi sapienti di passi, suoni e testi per raccontare con la danza storie di persone, di individui, di vite, raggiungendo un pubblico tanto numeroso e vario, come la danza non aveva mai incontrato prima”.

Accanto ai ricoscimenti universali, qualche contestazione, soprattutto nella parte iniziale della sua lunga carriera di coreografa: i danzatori della sua compagnia di Wuppertal, da lei diretta dal 1973, ricordavano bene gli esordi, in particolare una sera nella quale erano stati costretti a rimanere chiusi negli uffici del teatro fino a notte fonda, perché fuori il pubblico li aspettava in strada per dimostrare il proprio dissenso. Può capitare, ai grandi innovatori: “Il mio lavoro è come un unico, grande pezzo, che nasce a partire dalle domande che più ci premono: – dichiarò la Bausch in un’intervista a Repubblica – si esplora, s’interroga, si guarda all’indietro, si riprende il viaggio”.

Pina Bausch era salita l’ultima volta in scena due giorni fa, testimonia la portavoce della compagnia Tanztheater di Wuppertal, Ursula Popp: “Domenica scorsa era ancora in scena con la sua compagnia, all’opera di Wuppertal”. L’artista era nata nel 1940 a Solingen, in Germania. L’inizio della carriera quando era ancora adolescente, negli anni ‘50 a New York dove, grazie ad una borsa di studio, si iscrisse alla Juillard School of Music, perfezionandosi con grandi maestri, tra i quali Josè Limon, Paul Tylor e Atony Tudor, e lavorando successivamente, in veste di ballerina, sia con il New American Ballet che con il Metropolitan Opera.

La Bausch rientrò in Germania nel 1962, per iniziare nel 1968 a comporre le prime coreografie per il corpo di ballo della sua prima scuola, la Folkwang Hochschule, del quale l’anno successivo divenne la direttrice. Nel 1973 la svolta, quando venne chiamata a Wuppertal, cittadina al centro della zona più industrializzata della Germania, certo d’importanza secondaria rispetto a grandi capitali come Parigi o Londra, ma alla quale è rimasta saldamente ancorata fino alle sue ultime ore di vita.

E’ soprattutto a Wuppertal che nascono le sue rivoluzionarie creazioni: “Attraverso spettacoli come Café Muller, Kontakthof, Arien, La leggenda delle castità, Walzer, Nelken – scrive Leonetta Bentivoglio, autrice di una recente biografia sulla grande coreografa – emerge uno dei più potenti autoritratti dell’umanità di fine secolo. E dentro preme il senso della storia. Quando debutta Palermo Palermo, montato per il capoluogo siciliano nell’89, un muro di mattoni chiude l’intera scena, che crolla a vista a inizio di spettacoli. Solo pochi mesi dopo cadrà il Muro di Berlino”.

Solidissimo il rapporto con l’Italia, e tanti gli spettacoli ispirati al nostro Paese, direttamente o indirettamente. Come quando nel 1998 venne a Roma a visitare il campo nomadi di vicolo Savini, e poi quello di Spinaceto, dove pranzò con una famiglia di rom: le era stato commissionato uno spettacolo sulla capitale, in occasione del Giubileo dell’anno 2000, e lei creò O Dido, affrontando la città eterna da un punto di vista ben diverso da quello celebrativo, quello delle comunità di emarginati, che si contrappongono alle strade, ai ristoranti e ai monumenti frequentati dai turisti: la periferia e le testimonianze della storia, in fondo non così tremendamente lontane.

In tempi molto più recenti Pina Bausch ha tenuto a battesimo La Compagnia, un ensemble stabile dedicato alla danza contemporanea e costituito in seno all’Accademia Nazionale di Danza, che ha debuttato il 27 giugno alla Biennale di Venezia con lo spettacolo Incipit (nell’ambito del quale c’era anche un brano tratto dal repertorio del Wuppertal Tanztheater).

Tra i tantissimi fan di Pina Baush anche il regista spagnolo Pedro Almodovar, che montò alcune sequenze di due suoi spettacoli, Masurca Fogo e soprattutto Café Mueller nel film Parla con lei. Lo spettacolo fa piangere il protagonista, il giornalista Marco, e le sue lacrime sono l’inizio dell’amicizia con Benigno, un infermiere che si occupa di malati in coma.

Anche Federico Fellini nel 1982 aveva voluto Pina Bausch, nei panni di una principessa non vedente, nel suo film “E la nave va”. E la stessa coreografa aveva diretto un suo film nel 1990, dal titolo “Il lamento dell’imperatrice”.

Chi l’ha amata potrà vedere al Festival di Spoleto in anteprima mondiale la sua ultima creazione, Bamboo Blues, al Teatro Nuovo dal 4 al 6 luglio, ispirato a un viaggio in India. “Pina Bausch era la coreografa di questo spettacolo – spiega il direttore artistico del Festival, Giorgio Ferrara – che andrà regolarmente in scena purtroppo senza la sua presenza ai ringraziamenti e in sala, ma sarà un omaggio a lei come se fosse viva. Credo sia quello che lei si aspetterebbe”.

di ROSARIA AMATO

Pina Bausch, Rest in Peace

30 giugno 2009

pina_bausch_02-6754Pina Bausch, the artistic director of the singularly electrifying Wuppertal Tanztheater, has died. We don’t have many details yet. The German dance legend was 68, and had reportedly been diagnosed with cancer just last week.

I can’t think how many hours I spent hunched over the video monitors at the library for the performing arts, watching grainy footage of her early, iconic pieces. And then being blown away when I finally saw one of her epic dance-theater works live.

Hard to imagine dance today without her influence. Hard to believe she’s gone.

By Claudia La Rocco

fonte http://blogs.wnyc.org

BESTIARIo

7 aprile 2009

all.the.animals.just.wanna.have.fun.


by Tamara Lorenzi

bestiario

Tutti animali fantastici, ognuno con il proprio vocabolario di segni e linguaggi. Ma capaci di comprendere e rilanciare la potenza di quei segni, di moltiplicare quei linguaggi.

Con uno spirito da limited edition, si e’ fatto notare bestiario, piccolo esperimento miracoloso nei risultati, animato dalla volontà di conquistare zone franche dove sviluppare fuori da logiche commerciali nuovi territori di ricerca e sperimentazione.

la prima pietra è stata posata. DROME era con loro.

La tigre invisibile che si aggira per la desolata città nel noto racconto di Cortazàr suscita, assieme alla paura, destabilizzazione, curiosità e meraviglia. BESTIARIo nasce per amore dell’irripetibilità, dello stupore e del rischio. E dei luoghi, con la loro straniante bellezza. E’ un esperimento sulla realizzazione di ‘performing events’ unici, che ha coinvolto nella sua prima edizione (all.the.animals.just.wanna.have.fun.) oltre 50 artisti in 4 giorni di programmazione, in uno dei capannoni e alcuni spazi esterni dell’ex Mattatoio di Testaccio di Roma.

Dal 23 al 26 settembre ’08 si sono alternati all’interno della manifestazione – un progetto di teatrAria con la direzione artistica di kERAMIk PAPIER, sostenuto dal Comune di Roma/Estate Romana ’08, con la collaborazione della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Roma Tre e di tre media partner (DROME magazine, Radio Città Futura e il portale MUvideo) -, performer, danzatori, musicisti, video artisti, dj, fotografi, interpreti tra i più sensibili della scena artistica contemporanea. ‘Danze’ aperte martedì 23 dai Dewey Dell, con una visione in movimento, site specific, subito seguiti dal prezioso intervento di Gruppo Nanou, e chiuse dalla coreografa Paola Bianchi venerdì 26, in un simbolico passaggio di testimone dal gruppo più giovane a quello con più esperienza. Tra le ‘bestie straordinarie’ che hanno permeato ogni luogo del Festival con le loro creazioni irrimediabilmente suggestionate dallo spazio, Zimmerfrei e Pathosformel, con due sonorizzazioni video/live (entrambe prime assolute), e poi Cosmesi (installazione), Mk (danza) e Julia Kent / Barbara De Dominicis (live set + visuals di Davide Leonardi), ospiti della serata di mercoledì 24: l’inspired by DROME Night curata da DROME magazine, che porta a BESTIARIo gli artisti presenti negli inspired by DROME sulle pagine dei DROME libertéégalitéfraternité, come ha documentato la mostra con gli scatti di Peppe Tortora / Corrado Dalcò / Claudia Pajewski (“The DROME Revolution Trilogy’s Photo Exibition”), realizzata con la preziosa collaborazione del laboratorio Pianeta Immagine di Roma.

E, ancora, tre progetti coreografici indipendenti della scena romana, uniche incursioni cittadine nel panorama nazionale e internazionale (con i russi Portablepalace e il viennese Jan Machacek) degli artisti invitati: tensioni di Giano, acerbo di Maddai e the left-handed woman di Manuela Giovanetti. E, prima del silenzio della notte, la colonna sonora di Dj Black Fanfare, Alien Alien, Økapi, xx+xy visuals e Dj P ha animato i dopo Festival.

Come piccoli coniglietti bianchi rigurgitati dal trend dello spettacolo divertissement, a lungo studiati, sono stati chiamati a manifestarsi in un habitat fatto di coordinate spazio/temporali. Uno spazio creato per l’attraversamento e la coabitazione, un tempo necessario per chi indaga il contemporaneo. Arrivederci all’edizione ’09, The Monstrum vel Prodigium

web: www.festivalbestiario.org

web: www.dromemagazine.com/current_issue.html


da DROME magazine n. 15 – the LOVE issue

(Marzo_Maggio // March_May 2009)

DROME magazine n. 15 - the LOVE issue

DROME magazine n. 15 - the LOVE issue

BESTIARIo

all.the.animals.just.wanna.have.fun.

by Tamara Lorenzi

ALL FANTASTIC ANIMALS, EVERYONE WITH ITS OWN VOCABULARY OF SIGNS AND LANGUAGES. BUT ABLE TO UNDERSTAND AND REVITALIZE THE POWER OF THOSE SIGNS, MULTIPLYING THOSE LANGUAGES.

WITH A LIMITED EDITION SPIRIT, BESTIARIO CAME TO THE ATTENTION, A SMALL EXPERIMENT WITH MIRACULOUS RESULTS, ANIMATED BY THE WILL OF CONQUERING FREE ZONES WHERE TO DEVELOP NEW TERRITORIES OF RESEARCH AND EXPERIMENTATION, OUT OF BUSINESS LOGICS. THE FOUNDATION STONE WAS LAYED. DROME WAS THERE.

The invisible tiger roving the desolate city in the famous Cortazàr’s story excites destabilization, curiosity and wonder together with fear. BESTIARIo was born for the love of uniqueness, astonishment and risk. And places, with their estranging beauty. The experiment is focused on making unique “performing events” and, in its first edition (all.the.animals.just.wanna.have.fun.), involved more than 50 artists during the 4 days of the event, inside and outside one of the warehouse of the ex Mattatoio di Testaccio in Rome.

From 23 to 26 September 2008, during the event, a project from teatrAria – under the artistic direction of kERAMIk PAPIER, supported by the City of Rome/Roman Summer 2008 with the cooperation of the Architecture Faculty of the Roma 3 University and of three media partners (DROME magazine, Radio Città Futura and the web portal MUvideo) – alternated with performers, dancers, musicians, video-artists, Djs, photographers, some of the most sensitive interpreters of the contemporary artistic scene. The dancing was leaded on Tuesday the 23rd by Dewey Dell with a site specific moving vision, followed by the precious contribution by Gruppo Nanou and closed on Friday the 26th by the choreography Paola Bianchi, such as a symbolic changeover from the youngest to the eldest artistic group.

Among the “extraordinary beasts” that permeated each place of the Festival with their creations, irreparably influenced from the space, there were two video/live soundtracks (both premières) by Zimmerfrei and Pathosformel, then Cosmesi (installation), Mk (dance) and Julia Kent/Barbara De Dominicis (live set + visuals by Davide Lonardi), guests at the Inspired by DROME Night organized on Wednesday the 24th by DROME magazine, that took to BESTIARIo the artists of the inspired by DROME on the pages of DROME libertéégalitéfraternité, as showed in the shots of Peppe Tortora / Corrado Dalcò / Claudia Pajewski (“The DROME Revolution Trilogy’s Photo Exhibition”), made with the precious collaboration of the roman laboratory Pianeta Immagine.

Moreover, three independent choreographic projects of the roman scene, the unique city incursions into the national and international (with the Russians Portablepalace and the Viennese Jan Machacek) panorama of the invited artists: tensioni (tensions) by Giano, acerbo (unripe) by Maddai and the left-handed woman by Manuela Giovanetti. And, before the night silence, the soundtrack by Dj Black Fanfare, Alien Alien, Økapi, xx+xy visuals and Dj P animated the after-Festivals.

Such as little white rabbits regurgitated from the show divertissement trend, analysed for long time, they were called to show themselves in an habitat made of space-time coordinates. A space made for crossing and cohabitation, a time necessary for he who investigate the contemporary. See you at the 2009 edition, The Monstrum vel Prodigium.

web: www.festivalbestiario.org

web: www.dromemagazine.com/current_issue.html

from DROME magazine n. 15 – the LOVE issue

( March_May 2009)

Saturday, April 4, 2009 at 10:30pm at Ralto s.Ambrogio “AFRODISIA” / Proiezione: FRI di MU Video

3 aprile 2009

Proiezione del video

“FRI libertà di cultura”

montaggio Andrea Pochetti
riprese Andrea Pochetti, Mauro Carulli
prodotto da MU VIDEO

FRI liberta’ di cultura:
questo documento filmato è stato realizzato tra il 13 marzo 2009 ed il 21 dello stesso mese, in mezzo è successo di tutto: chiusura del rialto, attacco alla libertà di espressione, sia culturale che politica, confronti con assessori…
questo documento filmato è frutto di un cross editing, nato per documentare in origine un evento e che poi si è trasformato in un’altra cosa…

info: info@rialtosantabrogio.org