Negli anni 60 mio nonno aveva una piccola casa discografica, produceva cantanti romani soprattutto stornelli e canzoni popolari.
Si inventò nel 1963 il premio “Lo scorfano d’oro” nome preso dal ristornate che prestava i suoi locali per le esibizioni ( lo scorfano)
Ogni partecipante versava un contributo al festival con la promessa di incidere un 45 giri (due canzoni).
Mio nonno, che orami aveva lasciato il mondo discografico, mi diceva che grazie allo sponsor ( il ristorante lo Scorfano) e alle quote di iscrizioni il disco era più che pagato, avanzavano soldi per la casa discografica e in più il proprietario dello scorfano era felice offrire una bella cena di pesce a gli organizzatori dello “scorfano d’oro” perche felice dell’incasso che i parenti e amici delle band avevano portato a cena.
Insomma, nonno aveva trovato un business, chi si iscriveva al premio una vetrina e chi vinceva il premio un’incisione discografica e una targa ricordo ( lo scorfano d’oro appunto)
Questo ricordo legato a mio nonno mi ha dato un occhio disilluso nel riguardi dei premi.
Con questo occhio da “scorfano” scrivo questo articolo.
Il premio scenario , con la generazione scenario si propone (cito il regolamento sul sito)
“I 2 progetti premiati e i 2 progetti segnalati costituiranno la Generazione Scenario
2011.
Sarà impegno dell’Associazione Scenario e dei singoli associati garantire il sostegno
e la promozione dei progetti nei seguenti modi:
- favorendo la partecipazione alla finale di organizzatori, critici, direttori di festival
anche stranieri;
- accompagnando i 4 progetti fino alla realizzazione dello spettacolo compiuto,
attraverso un lavoro di discreto “tutoraggio”;
- realizzando nei mesi successivi (fra ottobre 2011 e gennaio 2012) in una piazza
significativa d’Italia, il debutto dei 4 spettacoli nati dai suddetti progetti;
- offrendo alle compagnie incontri formativi sul piano organizzativo e gestionale
in vista del loro accesso al sistema distributivo;
- dando disponibilità a ospitare gli spettacoli compiuti, in relazione alle linee di
programmazione dei rispettivi teatri..”
Queste sono le condizioni economiche del premio scenario.
-Se vuoi partecipare al premio scenario paghi 70 euro per la quota di iscrizione
-Se vinci il premio scenario entrano nella tasca della compagnia 8000 euro
-Se vinci il premio ustica 5000 euro
-Se sei segnalato 1000 euro
Per arrivare alla finale a Santarcangelo di Romagna di solito investi un budget ( che varia a seconda del numero di componenti della compagnia e alle spese di produzione dello spettacolo) perché naturalmente le spese (viaggio, vitto e alloggio) per tutte le selezioni sono a tuo carico.
Poi la fondazione scenario organizza le tappe scenario per presentare gli elaborati sotto forma di studio e la famosa serata “generazione scenario” dove gli elaborati vengono presentati in anteprima in maniera completa e poi parte una turneè .
http://www.associazionescenario.it/tournees.html
E qui gli 8000 ( 5000 per Ustica) che si vincono rientrano in circolo per finanziare la compagnia per questi appuntamenti, un po’ più sfortunati sono i segnalati che il premio (1000 euro) l’hanno gia speso per reintegrare i costi delle tre selezioni.
La maggior parte delle tappe scenario sono vetrine, raramente c’è un ingaggio.
le tappe sono una possibilità per le compagnie, per farsi vedere.
Naturalmente più ti fai vedere più hai possibilità di crearti contatti e poi se ti presenti dicendo siamo i vincitori ( o i segnalati ) del premio scenario, è un buon biglietto da visita.
A conti fatti una compagnia che vince il premio scenario guadagna “TOT“ in visibilità e sperde “tot” in denaro.
Potrei essere più indagatore lo ammetto, ma a cosa servirebbe sapere quanti inscritti hanno pagato 70 euro, e che percentuale è andata all’organizzazione del premio scenario e quanto alle compagnie.
Sono portato a essere in buona fede( a tratti furibondo lo ammetto), penso sempre che tutti in qualche modo fanno del proprio meglio per vivere, e in questo caso, per far vivere la cultura.
Penso che le persone sognatrici vadano tutelate, come si tutelano?
Bhe, innanzitutto offrendo all’artista, alle compagnie o ai performer, pari trattamenti.
Nnon si può organizzare un festival o qualsiasi evento culturale e “chiedere” a tutti i partecipanti ( o a qualcuno) di venire gratis o semi gratis
Lo so è difficile, ma se alla fine gli organizzatori hanno in tasca qualcosa ( per contributi, finanziamenti sponsor, ingressi, quota di iscrizione etc) e la compagnia ha un debito… c’è qualcosa che non va, anche se c’è la buona fede di fare cultura.
La cultura in Italia naviga in certi lidi non è solo per colpa di certe politiche, ma anche di quelle entità (persone e situazioni) che la cultura devono salvaguardarla.
Non parlo per tutti, faccio solo un discorso, ognuno si guardi la propria coscienza, non è affare mio.
Sia chiaro, penso che vincere un premio come il premio Scenario (cito loro ma penso a qualsiasi altro premio) è una grande cosa.
E’ vero anche che i meccanismi di culturali dovrebbero essere tutelati con lungimiranza
In fondo un artista o una realtà culturale non ha bisogno ( solo ) di soldi ma di essere sostenuta (da tutti) con coscienza.
Insomma rimetto via l’occhio da Scorfano e guardo ai premi come delle belle e prestigiose opportunità.
Mi congratulo con chi li vince e sostengo i non selezionati nel non demordere.
Ringrazio mio nonno per avermi rivelato il business dello Scorfano.
Per la cronaca un premio “scorfano d’oro” lo vinse mio padre che aveva una band di tutto rispetto.
info scenario:
www.associazionescenario.it




